La vigilia di San Giovanni

La vigilia di San Giovanni a Bari vecchia è antica festa della tradizione popolare barese e da qualche anno il Circolo ACLI Dalfino sta tentando di riportarla in auge con una serie di iniziative piene di folklore e voglia di conoscere le tradizioni della città.

LA STORIA DELLA VIGILIA DI SAN GIOVANNI (A cura di  Michele Fanelli: studioso di storia e tradizioni popolari)

La tradizione popolare vuole che S. Giovanni porti la “Vigilia” perché a Lui sarebbero legati 3 giorni, cosidetti di “S. Giovanni”. La leggenda narra che S. Giovanni “il Battista” dormì per 3 giorni e 3 notti consecutivi ed il suo sonno fu talmente profondo che neanche Gesù Cristo riuscì a svegliarlo. Al suo risveglio, Gesù gli disse: “Ieri è stato il tuo onomastico e non te ne sei accorto!”. Per la fantasia popolare, chi si chiama Giovanni doveva onorare il Santo addobbando lo spazio in cui abitava che si trattasse di via o corte. Si doveva imbandire una tavola con il piatto tipico di S. Giovanni: “du vermicide alla San Giuannidde” ossia una piccola quantità di spaghetti conditi con il pomodoro fresco appena appasito nell’olio, con aggiunta di cipolla affettata e foglioline di basilico; in seguito questa pietanza fu sostituita con “menuicchie che la recotta marzoteche”, frittura di pesce, “sopataue” (verdura fresca da consumarsi cruda). Al termine, il pranzo si concludeva obbligatoriamente  con il frutto tipico di stagione “le chelumme de san Geuanne” (i fioroni). Infatti, il motto di San Giovanni è il seguente: “San Geuanne San Geuanne, pigghe chelumme e ammine ‘nganne”. La notte di S. Giovanni viene ricordata come “la notte del comparizio” in cui si stringe un patto di sangue legato ad un impegno o ad un contratto. Per effetto di questo patto si diviene “compari di S. Giovanni”: i padrini e le madrine del Battesimo, della Cresima e del Matrimonio sono da ritenersi da tutti “compari di S. Giovanni”. In passato si diveniva “compari” anche facendo da padrino o da madrina al Gesù Bambino della Strenna. Al termine delle festività natalizie, il 2 febbraio (giorno della Candelora), si toglieva il Presepe ed il vicinato veniva percorso da una piccola processione con il Bambino della Strenna. In questa occasione, il compare regalava al Bambinello una collanina d’oro quale segno di legame e di attenzione alla famiglia nella quale era entrato come “compare”, quindi da parente acquisito. Durante la notte di S. Giovanni, esattamente alla mezzanotte, si richiamavano particolari riti come “u’ Uangele della Bona Nove” (l’Angelo della Buona Novella) con il quale si tentava di indovinare il futuro. “s’andevine la vendure”. E poi, quella di S. Giovanni, è la notte del fuoco, “u fueche de s. Geuanne” che brucia il passato e dà inizio ad un nuovo periodo, del passaggio, cioè dalla primavera all’estate.

E’ sicuramente una notte magica!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...