I segreti della Basilica di San Nicola

Nell’anno 1087, le spoglie di San Nicola arrivano a Bari. In suo onore venne eretta la Basilica a lui ancora dedicata nella città vecchia. A questa storia si affianca anche un’altra, che vede nella traslazione delle spoglie di San Nicola, quasi un espediente per mascherare un ritrovamento molto più importante, quello del Santo Graal!

Nella Basilica di San Nicola si fondono storia e leggenda, coincidenze e messaggi criptici, miracoli e venerazione popolare.

È piuttosto nota la storia che accomuna San Nicola a Babbo Natale: il signore dalla barba bianca che porta i doni ai bambini sarebbe un’evoluzione di San Nicola, santo ‘protettore dei bambini’ per via delle sue azioni e miracoli.

Ma piena di misteri è, invece, la storia che porta a considerare la Basilica di San Nicola come un luogo speciale, legato al Graal e a Re Artù: qui, infatti, è conservata tra le reliquie anche una riproduzione della Lancia di Longino, importante simbolo della cristianità.
Longino, secondo la tradizione cristiana, sarebbe stato il centurione che colpì con la lancia il costato di Gesù in croce. Per comprendere solo dopo, che costui era il figlio di Dio. (O almeno questa è una delle versioni). Il sangue di quella ferita sarebbe stato raccolto in una coppa (il Graal).
La reliquia di Longino – conservata nella Basilica – sarebbe giunta a Bari durante la prima Crociata. Si tratta di storie non documentate, quindi ricostruite in modo frammentario.

La Basilica, costruita subito dopo l’arrivo delle ossa di San Nicola a Bari, mostra chiari riferimenti al cosiddetto ciclo arturiano. Un riferimento è nel Portale dei Leoni dal quale si accede alla basilica, dove capeggia un bassorilievo che raffigura dei cavalieri che conquistano un castello. Riferimento che in molti hanno ricollegato ai Cavalieri della Tavola Rotonda
Ancora, c’è un’ipotesi che con il soprannome “Artù” venissero indicati tutti quelli che si impegnavano a cercare il Graal. Così, alcuni studiosi ipotizzano che la preziosa reliquia si nasconda proprio qui senza assolutamente immaginare il luogo esatto.
L’enigma continua con alcune tracce: una è nell’archivolto e l’altra nella misteriosa iscrizione, nota come il crittogramma di San Nicola, una lamina d’argento che ricopre l’altare del Patrocinio.

Il segreto della Basilica di San Nicola, un mistero irrisolto da secoli

Se si fa attenzione: quella che sembra una cornice dai vari riquadri è in realtà una sequenza di lettere che, in apparenza, non formano alcuna parola. Da anni questa serie di 622 lettere, molte delle quali non perfettamente leggibili, rappresenta un autentico rompicapo che in tanti hanno cercato di decifrare… ma ancora tutt’ora resta un grande mistero!

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