La storia dei teatri di Bari • Teatro Piccinni

La questione di un nuovo teatro di pianta a Bari, in sostituzione del provvisorio Teatro del Sedile, costituisce uno dei capitoli più interessanti della storia dei luoghi di spettacolo della città. Questo problema dal 1819-20 si concluderà, tra vicissitudini e controversie, con la costruzione del Teatro Piccinni, iniziata nel 1836 e terminata nel 1854.
Poiché nella città vecchia non c’era un locale riducibile a teatro, né suoli liberi ed era necessario dotare la struttura di botteghe e abitazioni che costituissero una rendita per finanziare le compagnie teatrali, si scelse un suolo centrale nel nuovo Borgo, dell’area non ancora occupata «dell’isola angolare immediata dopo le tre già fabbricate a sinistra dello stradone», cioè sul futuro Corso Ferdinando, oggi Corso Vittorio Emanuele.

Il Primo Progetto

Il primo progetto fu di Giacomo Prade – ingegnere provinciale di prima classe – ma non fu attuato per le obiezioni sollevate dal Ministero degli Interni relative alla parziale copertura finanziaria dei lavori (erano disponibili per il teatro solo 9.000 ducati). Inoltre ci fu una diatriba tra Decurionato e Intendente. Il primo comunicò di impegnarsi a completare, prima della costruzione del teatro, la casa dell’Intendenza, utilizzando anche i fondi destinati al teatro (i 9.000 ducati), senza gravare di nuove tasse le classi più povere dei cittadini; di preferire un progetto di teatro più semplice rispetto a quello proposto dall’Intendente; di non trovare decoroso e redditizio costruire botteghe e abitazioni accanto al teatro, come aveva previsto il Prade.

I conflitti tra Intendenza e Decurionato durarono un paio di anni e le discussioni sul teatro ripresero nel 1828 ma si conclusero con un niente di fatto.
Negli anni ’30 una serie di iniziative, quali la richiesta di istituire la Camera di Commercio, l’istituzione della Biblioteca Pubblica, l’inizio della pavimentazione del Borgo, il lastricamento del molo, il nuovo portico nella piazza alla marina, la numerazione civica delle case, interessarono la città e riaprirono la questione inerente il nuovo teatro.

Nello spazio ampio e libero di fronte al palazzo dell’Intendenza (oggi Prefettura), si sarebbe creata una piazza nella quale il teatro sarebbe diventato elemento di collegamento tra la città antica e il Borgo Nuovo.

Nel 1836, l’incarico fu affidato all’architetto-scenografo cav. Antonio Niccolini, già direttore delle decorazioni del S. Carlo di Napoli. L’Intendente gli richiese un teatro della capienza di 600-700 posti, simile alla Scala di Milano, ma ridotto alle esigenze di una città come Bari. Il Decurionato, invece, chiese al Niccolini una struttura grandiosa a 4 ordini di palchi, compresa la galleria superiore, 15 palchi per ciascun ordine, ognuno capace di ospitare quattro persone e fornito di guardaroba; due edifici laterali in armonia col palazzo dell’Intendenza dovevano completare il teatro, munito di portico, vestibolo e annessi. Si richiedeva, da parte del Decurionato, un teatro adatto ad una città di 30.000 abitanti, mentre la popolazione in realtà si aggirava sulle 26.000 unità, e che, per «la bellezza del disegno e le comodità», superasse i più grandi teatri italiani.

Per Bari progettò, tra il 1836-37, un teatro per 1.200 persone, con 5 ordini di palchi, compresa la piccionaia, con annessi i due edifici laterali destinati a ridotto, appartamenti per i comici, sale da caffè e da biliardo. Come già per il S. Carlo, tenendo conto della sonorità e dell’armonia, elementi essenziali per un’architettura teatrale, il Niccolini adottò, per la sala, la forma a ferro di cavallo, il soffitto della volta piano, il pavimento della platea inclinato, le file dei sedili incurvate; curò i rapporti tra la sala e il palcoscenico risolvendo abilmente i problemi dell’acustica e della visibilità sui quali tanto aveva dibattuto.

L’inizio dei lavori

I lavori cominciarono nel 1840 e nella prima tornata, con una spesa già di 35.000 ducati, si completarono vestiboli, sala, palchi, palcoscenico e parte della tettoia, mentre il prospetto e le decorazioni dell’interno restavano da realizzare. Per dedicare tempo ad altre attività, i lavori furono interrotti per circa dieci anni e il progetto originario del Niccolini, fu stravolto nelle proporzioni e nell’armonia creata tra le parti della struttura nel suo complesso.
I lavori ripresero, con altre modifiche che ne compromisero gravemente l’acustica e furono oggetto di dure critiche sulla stampa dell’epoca.
I lavori di decorazione interna furono affidati, nell’agosto del 1853, al napoletano Giuseppe Castagna, della Scuola Reale di Scenografia di Napoli che s’impegnò a completare i lavori entro otto mesi.

Il nome scelto per il nuovo teatro fu «Real Teatro Maria Teresa» con apposita richiesta scritta ai Reali che però risposero:

«la Regina non gradisce che del suo augusto nome si fregi un edificio di uso profano».


Così, dopo aver scartato la proposta di «Teatro del Municipio», si optò per chiamare il nuovo teatro Teatro Piccinni, considerando che proprio a Bari nacque il famoso compositore.

A fine ‘800, il Piccinni risultava già insufficiente alla cittadinanza e negli anni successivi si commissionò un progetto di ampliamento. Il teatro riprese la sua attività, ma la concorrenza del Teatro Petruzzelli finì col relegarlo in secondo piano.


Oggi, dopo importanti interventi di ristrutturazione e sicurezza, ospita prevalentemente spettacoli di prosa.

Ascolta il podcast dell’articolo QUI

Bibliografia
“Strutture teatrali dell’800 in Puglia” – a cura di Erminia Cardamone, Matteo De Filippis – Bari ed. Dedalo – 1987

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.